Visualizzazione post con etichetta Sogno. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Sogno. Mostra tutti i post

giovedì 21 agosto 2025

Ho fatto un sogno (parte seconda)

 

Giovedì 21 agosto 2025 

Costa Rei, Sardegna sud-orientale

31/33 gradi, cielo limpido con un vento leggero da Ovest

(per leggere la prima parte, clicca QUI)

La veranda ed il dondolo

Prima di affrontare questo "ritiro", mi ero preparato fisicamente e spiritualmente. Oltre ad aver approntato alcune modifiche struturali per poter affrontare un periodo così lungo in totale indipendenza.

E così nei giorni precedenti al mio soggiorno, avevo aggiuto un'altra cisterna (oltre alle due già esistenti) per la raccolta delle acque piovane da 1000 litri, ricavato un box doccia all'aperto e fatto una spesa consistente per avere un certo periodo di autonomia...

Mi ero organizzato così la giornata: sveglia alle prime luci dell'alba, un po' di ginnastica per il mantenimento del fisico, una sana colazione e poi, dopo un po' di igiene personale, il lavoro nell'orto fino all'ora di pranzo. 

Nel pomeriggio, lavori manuali per mantenere lo status quo delle cose, lavori di vario tipo: dalla raccolta di erbe selvatiche alle varie verifiche funzionali e strutturali delle attrezzature in essere alla Casetta (la costruzione di un pollaio, impianto fotovoltaico, pompa dell'acqua e via dicendo).

Verso sera, il momento più bello della giornata: meditazione, lettura, musica tutta una serie di altre piccole "coccole" compresa la preparazione della cena.

L'obbiettivo, oltre a quello di lavorare su me stesso, era quello di arrivare ad essere quasi del tutto indipendente. Sia dal punto di vista energetico e dal punto di vista alimentare... Il primo non mi forniva alcuna preoccupazione. Negli anni avevo acquisito quel minimo di competenze per gestire al meglio il mio impianto fotovoltaico. Il secondo era sicuramente più impegnativo... Anche perchè, non volendo togliere risorse economiche alla mia famiglia, mi ero fissato un tetto massimo di spesa mensile...

Quello che per molti poteva apparire la cosa più pazza che avessi mai potuto fare, era per me l'ennesimo tentativo di una ricerca intima ed interiore del mio essere...

Poi, è suonata la sveglia.

E con ancora ben fissato nella mente questo nitido ricordo, ho affrontato una nuova giornata di lavoro...

Alla prossima

Pacha Mama

 

martedì 19 agosto 2025

Ho fatto un sogno (parte prima)

Martedì 19 agosto 2025 

Costa Rei, Sardegna sud-orientale

32/33 gradi, cielo limpido con un bava di vento caldo da sud ed un tasso di umidità al limite della sopportazione.

 

La veranda ed il dondolo


Sono ancora in Sardegna. Lavoro, sudo e soffro il caldo...

 

La notte passata ho fatto un nuovo sogno.

Stavo seduto sulla mia sedia a dondolo in veranda... la radio trasmetteva una selezione di musica brasiliana. Malinconica, lenta, calda...

Era l'ora del tramonto... Sul fuoco sobbolliva una zuppa di legumi, di quelle che piacciono a me... con aglio, salvia, rosmarino, patate e un pezzo di pancetta affumicata...

Il caldo estivo aveva lasciato spazio alle temperature più miti dell'autunno... 

Ero lì, immerso fra la lettura e la contemplazione del paesaggio.

Sul tavolo un calice di rosso, fra le dita una sigaretta ed intorno a me solo i suoni della natura.

La gatta si era accoccolata su una vecchia coperta oramai trasfomata in cuccia, in attesa di qualche lascito alimentare...

Riflettevo sui molti lavori ancora da fare dopo la lunga assenza estiva. La luce calda del tramonto mi accompagnava in questo goduto e meritato relax di fine giornata.

Ragionavo sul fatto che da quando mi ero ritirato, o meglio isolato, in questo mio eremo, la mia vita fosse radicalmente cambiata. Poche le esigenze ed ancor meno le necessità.

Tutto era iniziato al termine dell'estate... dopo mesi passati in Sardegna a lavorare. Sempre in mezzo alla gente, sempre "sul pezzo" fino ad arrivare alla saturazione, al rifiuto...

Criticato da tutti, avevo preso un periodo "sabbatico"... 

Per iniziare due, tre mesi lontato da tutti. Gli unici contatti con il mondo esterno erano per onorare gli impegni con gli affetti familiari e quello con alcuni amici che spesso passavano a trovarmi. In alcune occasioni, per soddisfare le poche esigenze (per lo più alimentari) mi recavo alla bottega qui vicino.

Vivevo per la maggior parte del tempo all'aria aperta. Sempre indaffarato a fare qualcosa: passando le ore alternandomi fra l'orto e la legnaia, fra meditazione e reccoglimento...

Una vita semplice, solitaria, salutare... Non certo meno faticosa ma con ritmi e tempi completamente differenti... e con l'opportunità, soprattutto nelle giornate di pioggia, di dedicarmi anche ad alcune innocenti passioni come la musica e la pittura.

Con il passare dei gioni e delle settimane avevo acquisito anche una nuova consapevolezza: che l'origine di tutti i malanni erano celati in maniera subdola, nei ritmi incessanti di una vita frenetica e nel sovracarico di tensione e stress che certo non contribuivano alla ricerca di un ragionevole equilibrio che stavo costruendomi.

Continua...

 



domenica 4 maggio 2025

Che sogno...

Domenica 4 maggio 2025 

San Miniato, Toscana centrale

19/22 gradi, velato con leggera brezza da sud

 

Al contrario di quello che diceva il meteo, per ora il tempo da ancora un po’ di tregua… dovrebbe piovere si, ma nel tardo pomeriggio… e quindi… eccomi qui! 

Ho già fatto un’oretta di lavoro, quello "ufficiale", a casa ed ora ho buona parte della giornata a mia disposizione. La prossima settimana sarà veramente impegnativa ma in questo momento non ci voglio pensare.

Caffè e letture


Voglio godermi questi attimi al 100%. 

Anche il sole ogni tanto si affaccia e scalda immediatamente tutto.

La notte scorsa ha fatto due gocce. Ancora insufficienti a nutrire la terra ma comunque sempre utili…

L'angolo relax


Prima di tornare a casa, ieri pomeriggio sono andato a fare due commissioni ed ho trovato anche i cuscini per le nuove sdraio… perfetti!

Non ho riposato molto bene. Ancora non sono perfettamente al top ma questo non mi ha impedito di fare un sogno tanto bellissimo quanto bizzarro.

Faccio prima una premessa… siccome sarà un post lungo… se avete voglia di proseguire nella lettura mettetevi comodi versatevi qualcosa da bere e fate buon viaggio…

immagine presa dalla rete

 

"Le più belle storie cominciano sempre con un naufragio"

 
Jack London

 

Mi sono ritrovato a navigare a bordo di una felucca… 

In solitaria…

Una imbarcazione dal sapore antico e carica di cicatrici a testimonianza delle mille attraversate… 

Una grande vela latina, una lunga barra del timone e sotto coperta una piccola cabina ma completa di tutto…

Non mi è chiaro in quale mare sto veleggiando ma poco importa… 

Il cielo, il mare, il vento, il rumore delle onde che si infrangono sulla chiglia dell’imbarcazione ed i cigolii del legno sono la mia compagnia.

In coperta, all’ombra di un tarp ho montato un’amaca.

È lì che trascorro i miei momenti di relax e le notti, quando la temperatura me lo consente.

Notti di allerta che in navigazione non è mai troppa e di meraviglia!

Mai mi è capitato di ammirare così tante stelle con un singolo sguardo… 

Mi ritrovo a piangere dalla commozione e dalla felicità…

Mi assopisco e sogno.

Sogno nel sogno.

E sogno di ritrovarmi a bardo di questa felucca in compagnia di Hugo Pratt che mi racconta che è quella che lui avrebbe voluto fosse quella di Corto Maltese.

Passiamo ore a parlare, a bere, a giocare a back gammon e a fumare. Parliamo di venti, di genti, di suoni, di regole e religioni. Ma anche di sapori e letteratura.

Un’onda anomala mi fa rovesciare il liquido contenuto nella mia tazza sul viso… e lì mi sveglio dal sogno nel sogno… quello che mi ha svegliato non è il contenuto della mia bevanda ma l’acqua del mare che nel frattempo si è improvvisamente ingrossato. 

Anche il vento ora è prepotente e ha fatica riesco a governare la barca…

È impossibile da parte dell’uomo vincere la natura quando decide di manifestarsi in tutta la maestosa irruenza. Inevitabilmente faccio naufragio. 

Mi ritrovo incagliato in una spiaggia fra roccia e sabbia.

I danni sono ingenti.

È impossibile per ora, riprendere il mare.

Anche quando questo si sarà calmato.

Non posso fare altro che saltare sulla terra ferma e trovare un riparo. 

Inizio l’esplorazione di questo approdo.

Poco distante trovò un capanno. Del tutto simile alla mia casetta… Anzi sembra proprio lei anche se respiro la presenza di altri, come se qualcuno vi avesse soggiornato prima di me… 

Trovo i miei oggetti ma anche molto altro. Cose personali e amuleti, attrezzatura e reperti, appartenuti ad altre persone ma che comunque mi risultano familiari.

Su una parete noto una scritta ancora appena leggibile: “qui ho vissuto, Alexander Selkirk”.

Scritta sicuramente a carbone tanto tempo fa.

E poi un’altra, praticamente la medesima ma firmata Christopher McCandless, e un’altra ancora a firma Paul Gauguin e una siglata da Arthur Rimbaud…

Esplorando il perimetro esterno di questa dimora ne trovo altre ancora. Tutte firmate e autografe: Jack London, Long John Silver, Antoine de Saint-Exupéry e altre ancora ma talmente sbiadite e consumate dal tempo che non riesco nemmeno a decifrarne lo scrivente.

Nonostante la burrasca, i danni e la situazione mi sento a casa. 

C’è tutto quello che può servire… Terra da coltivare, acqua da bere, mare nel quale pescare e la presenza di tanti amici…

Passano così i giorni. Faticosi ma felici… Fino a quando una mattina, in rada, un piccolo veliero butta l’ancora.

Ne riconosco la sagoma. Quell’imbarcazione è certamente l’Irene di Boston. 

Dalla scialuppa calata in acqua, che naviga verso riva si staglia la figura del capitano…

Ha le sembianze di una divinità antica. Nordica. 

Sembra essere una donna…

  Ora che si trova a pochi metri dalla riva posso vederla bene.

Ha certamente visto e vinto molte più battaglie di me. Ha cicatrici che non si vedono e molte chiavi appese alla cinghia. 

È si una divinità, ma sembra il capo dei pirati...: "una piratessa".

 Ha pantaloni e stivali di pelle neri alti fino alle cosce.

Una camicia di lino bianca aperta e trasparente copre a malapena il suo seno. 

È armata di sciabola e alla cinta campeggia una pistola d’altri tempi.

Nella bandoliera si vedono fogli, libri e carte da gioco.

Ancora prima di toccare terra lancia un paio di dadi sulla sabbia… 

”Un due ed un uno. Tre! Hai perso, mi dispiace… sono venuta a riprenderti…” mi urla cercando di sovrastare il suono delle onde che si si infrangono sulla battigia…

È bella. Sono rapito da tanta fierezza e altrettanta femminilità. 

Anche se camuffata da guerriera rimane una divinità… è evidente.

Ne sono vittima. Ammaliato e soggiogato. Mi arrendo al suo volere… 

Salgo anch’io su quella scialuppa. Siamo soli. 

I nostri sguardi si incrociano. Mi tende una mano. Le nostre dita si sfiorano e immediatamente ho caldo. Sudo, respiro a fatica… 

Mi sveglio in preda ad un episodio di apnea notturna. Guardo fuori dalla finestra. È da poco iniziato ad albeggiare.

Non piove. Una buona gionata da vivere. 

Ma questo sogno me lo devo scrivere, appuntare, o finirà nella miriade di ricordi mai ricordati. 

Ed eccomi qua quindi, a condividerlo con voi…

Alla prossima 

Pacha Mama



venerdì 4 aprile 2025

Mi hanno fottuto!


Venerdì 4 aprile 2025 

San Miniato, Toscana centrale

19/22 gradi, sole con vento da est

La veranda

Oggi splende il sole.

C’è un leggero alito di vento, di Levante, che rinfresca l’aria.

Sono qui per una veloce pausa pranzo. 

Solo. 

In compagnia del canto degli uccellini. 

In lontananza il rumore di un trattore e l’abbaiare di un cane. Null’altro. Ma è quello che cerco!

Anche ieri sera, sul tardi, sono passato. Al rientro di una giornata di sopralluoghi in Umbria per alcuni progetti lavorativi futuri.

Un passaggio veloce, non perché avessi chissà quale cosa da fare. Solo per stare qui una manciata di minuti in silenzio a riequilibrare lo spirito.

Sono giorni no questi che sto vivendo. Senza un motivo specifico, senza una causa precisa.

Non sono dell’umore giusto e sono pervaso da un sottile velo di malinconia.

Faccio fatica a concentrarmi sulle cose, ho pochi stimoli, mi sento sempre “costretto” e dormo male.

Per fortuna vengono in soccorso i sogni. 

In quelle poche ore di sonno profondo che vivo, sogno tantissimo. 

Sono sempre sogni legati ad una vita che non ho mai vissuto. 

Fatta di paesaggi ed avventure sempre ambientate in mezzo agli oceani a dribblare tempeste o nel profondo nord… Alaska, Yukon, Columbia britannica… tutti posti che non ho mai visitato ma che mi sembra di conoscere come se fossero “miei”.

Interno

Hugo Pratt, Jack London & C. mi hanno fottuto! 

Fin dai tempi dell’infanzia… e ahimè, continuano a farlo anche ora che ho superato i sessanta…

Questa casetta ne è la conferma… Sembra più la capanna di un trapper che un luogo da convivio.

 Ma è venuta così, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, anno dopo anno. Senza un disegno, senza un progetto preciso. 

Solo accumulando “cose” nel corso degli anni: asce, coltelli, coperte, conchiglie, corna e feticci…

E anche nei giorni no, qui mi ritrovo…

Me medesimo

Alla prossima…

Pacha Mama


martedì 18 marzo 2025

Sogno…


Martedì 18 marzo 2025

San Miniato, Toscana centrale
 13/15 gradi, con vento forte da Nord/Est 
 


Ora di pranzo...
 
Questi momenti, che riesco a ritagliarmi, sono davvero attimi di serenità.
 
Sole, vento e silenzio.
Silenzio interrotto solo dal canto degli uccellini.

La primavera inizia a palesarsi. Cambiano i colori, la luce si fa più intensa e le giornate finalmente si allungano.
Il verde sembra accendersi e le piante da frutto si preparano ad esplodere in un tripudio di fiori coloratissimi.
Tutto mi rilassa. Mi fa stare bene.
Gabriele mi ha portato 4 uova fresche, io gli ho portato un sacchetto di pane secco.
Che cosa magnifica il baratto!


Oltre all'orto tradizionale sto approntando anche una sorta orto in vaso... 
Un esperimento. Come sempre...
Oggi ho messo l'erba cipollina che si va ad aggiungere alla bietola, le fragole, lo zafferano ed il prezzemolo... 

 

 
La notte passata ho fatto un sogno:
Mi ero trasferito a vivere qui. Con me un cane, qualche gallina, un asino ed una capretta.
Possedevo un orto rigoglioso, diverse piante da frutto ed una ventina piante di ulivo.
Vivevo un tempo naturale. Senza orologio, stress e con tanta serenità.
Mangiavo quando ne sentivo il bisogno e dormivo quando ero stanco. Mi ritiravo al calare del sole e mi alzavo alle prime luci dell’alba.
Avevo una scorta di farine, legumi, e riso.
Gli amici ed i parenti preoccupati di questa scelta estrema passavano a salutarmi convinti di trovarmi in difficoltà. Ripartivano rassicurati incapaci di comprendere come fosse possibile trovare tanta armonia e tanta felicità a fronte di così tante rinunce.
L’energia necessaria la forniva un piccolo impianto foto voltaico ed il baratto mi permetteva di avere tutto ciò che mi necessitava aldilà dell’auto-produzione.
 

domenica 17 luglio 2022

Cosa è un orizzonte?


 Cosa è un orizzonte? Una semplice linea che si pone davanti al nostro sguardo e divide la realtà dal sogno. La verità dall'immaginato. 

Sta a noi decidere da che parte stare. Anche se a volte, nel corso della vita, succede che questa linea si alza o si abbassa. Aldilà della nostra volontà, del nostro decidere. Del nostro vivere.

 Personalmente preferisco stare dalla parte del sogno... Mi fa stare bene. Mi fa sentire leggero...

 Personalmente preferisco stare dalla parte del sogno... Mi piace svegliarmi e rincorrere il momento per tornare a dormire e ricominciare a sognare... 

 Personalmente preferisco stare dalla parte del sogno... Anche se spesso succede che questo si tramuta in un incubo...