Sabato 9 maggio 2026
San Miniato, Toscana centrale
18/21 gradi possibilità di pioggia con vento da ovest
Rientrato alla base dopo “la due giorni veneziana”…
E nonostante questa mia assenza sembra che lei sapesse che questa mattina sarei tornato!
Era lì oltre il cancello ad aspettarmi…
Venezia…
Cosa posso dire di questa avventura?
Che sono rimasto abbastanza deluso. Non tanto dalla città ma dalle poche cose che ho visto in ambito biennale…
Non ho trovato, fatta eccezione di poche cose, nulla che mi abbia davvero entusiasmato… Avevo delle aspettative troppo alte? Forse…
La cosa che comunque, più mi affascina di questo tipo di kermesse è l’atmosfera che si respira, gli incontri che si fanno e i pettegolezzi che si ascoltano…
Confesso però di essermi limitato, nonostante le centinaia di proposte presenti nella città lagunare in questi giorni, a visitare i Giardini, l’Arsenale ed il padiglione della Tanzania, dove fra l’altro ero direttamente coinvolto in quanto fra i vari protagonisti, faceva parte del progetto un lavoro di Christian Balzano, artista che lavora con me oramai da vent’anni…
Nonostante non mi ritenga pienamente soddisfatto di quello che ho visto, mi sono comunque ripromesso di tornare a settembre per visitare i vari eventi collaterali che almeno sulla carta sembrano essere più interessanti dei padiglioni “ufficiali”.
Ma arriviamo al qui e ora…
Finalmente qui!
Per poche ore perché a pranzo ho un impegno… Poi se riesco tornerò ma intanto mi sto godendo il momento sistemando alcuni piccoli danni dettati dall’ondata di maltempo dei primi giorni della settimana, pulendo l’orto e prendendomi cura delle varie piante che ho sparse qua e là.
Dopo l’indigestione dei giorni scorsi, di varia umanità più o meno vera, ho proprio la necessità di ristabilire un mio equilibrio interiore… E la Casetta è il veicolo migliore che conosca!
Una cosa però ho fatto a Venezia, che ha una valenza solo mia: un giro senza meta nel ghetto vecchio…
Aldilà della fede e delle religioni, è un quartiere dove mistero e misticismo si uniscono per creare qualcosa che difficilmente ritrovi in altre città.
E perdersi in quei vicoli, in quelle calli, è una sorta di viaggio interiore. Quasi iniziatico.
Ovviamente, essendo lì vicino, non potevo esimermi dal fare una sosta nel negozio dedicato a Corto e curiosare fra gli scaffali alla ricerca di qualcosa che riempia un ipotetico vuoto nella mia collezione…
Uscendo, come non cedere ad una pausa “golosa” a base di “Cicchetti e Ombre de vin”?
Venezia è faticosa. Lenta. E licenziosa!
E anche questo fa parte del suo fascino…
Con le sue attese all’imbarco del vaporetto, le migliaia di passi fatti per spostarsi da un luogo all’altro, il persistente odore di salmastro, di fritto e di gelsomino. Le infinità di lingue che invadono l’udito e lo stupore stampato in faccia alle orde di turisti che ancora oggi si domandano come possa esistere un luogo come questo…
Per non parlare poi della magia di certi palazzi, di alcune chiese… di alcuni campi, come chiamano i veneziani le loro piazze…
Venezia o la odii, o la ami…
Io la amo profondamente… e ogni volta che ci torno questo amore si rinnova.
Da domani torna il cattivo tempo…
Vedremo… intanto alla prossima e grazie ancora una volta per avermi seguito fino a qui…
Pacha Mama
































